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lunedì 22 gennaio 2018

IL DESTINO A PORTATA DI APP di Eleonora Mandese


Ossessionata dallo shopping compulsivo e costantemente alla ricerca di soldi che non ha, studia ogni giorno un metodo nuovo per contrarre debiti e allontanare il più possibile l’idea del futuro.
Ad un passo dalla laurea non supera il suo ultimo esame e, piuttosto che ammettere di essere un fallimento, progetta di architettare una falsa festa di laurea mentre prova a cercare lavoro.
Dopo migliaia di curricula inviati a vuoto e nessun tipo di riscontro, un uomo con dei buffi mocassini color noce si accorge di lei e le lascia il suo biglietto da visita.
Adriano Quercetti è il fondatore di Foodster, un’applicazione che promette di partire dallo schermo per far ritornare la gente alla vita reale.
Jessica non rappresenta soltanto una novità, ma è qualcosa di diverso che è pronto a scontrarsi con i fantasmi del suo passato riaccendendo in lui ciò che pensava di aver definitivamente perso...
Cosa potrebbe succedere se ambizioni e sentimenti si mescolassero, minacciando di cambiare ciò in cui si è sempre creduto? 



Voi credete nel destino? Credete che da un incontro casuale possa nascere una possibilità di riscatto?
È esattamente quello che succede a Jessica Bonomi, la protagonista de Il destino a portata di app di Eleonora Mandesi.
Ventiseienne, laureanda in Scienze delle Comunicazioni, con un’ossessione compulsiva per lo shopping e una sfilza di debiti e carte di credito prosciugate all’osso, Jessica non supera l’ultimo esame prima della laurea: letteratura anglo-americana.
Un’ora prima ero su Wikizionario, per cercare parole articolate ed esporre la trama di Moby Dick senza sembrare una bambina delle elementari affetta da dislessia, e quella successiva ero nel camerino, con sette capi da provare e il senso del dovere sepolto con una pala da neve dalla mia coscienza sporca. Tutto questo perché non riesco a staccare le dita da quel dannato cellulare!

Da studentessa fuori sede qual è, sente il peso della delusione che sta per infliggere ai genitori giù in Sicilia e, per questo, decide di organizzare una finta festa di laurea pur di riscattarsi, desiderando scrollarsi di dosso l’etichetta di “buona a nulla”.
E cosa può esserci di più terapeutico, dopo una delusione, di una bella sessione di shopping? Peccato che il portafogli pianga miseria e nemmeno piantandoci dentro un lampione si vedrebbe un euro.
Però quella borsa è davvero bella…
E questo tizio che vuole? Dopo un appassionato discorso sulla capacità che ha una semplice borsa di rendere perfetto un outfit, l’uomo le offre un lavoro.
Sembra una presa in giro, ve ne do atto, ma è tutto vero. Foodster, un’app che permette di incontrare persone con interessi comuni dando loro la possibilità di parlarne davanti ad una bella cena, ha bisogno di lei.
L’opportunità sembra esserle stata consegnata su un piatto d’argento e anche se la paga è zero (al momento) non può non accettare, soprattutto dopo la discussione con Federico, suo fidanzato da cinque anni, che sembra non aspettarsi niente di buono da lei.
Quell’uomo, invece, dice di vedere in lei qualcosa di speciale, qualcosa che aveva perso.
Se c’è una cosa che ho imparato da questo tizio è che può anche essere un inquietante stalker ma, caspita, ha ragione da vendere sul cibo! Mai mangiata una cotoletta alla milanese così buona in vita mia!

Adriano Quercetti ha ventotto anni e un grande dolore, che lo ha spinto a dedicarsi esclusivamente alla progettazione e realizzazione di un’app che permetta, dopo una prima interazione virtuale, di riportare le persone alla gioia della conversazione de visu. Il monologo emozionato di Jessica per una semplice borsa lo convince della necessità di averla come responsabile marketing nel suo team, anche se il suo approccio impacciato, timido e da serial killer la spaventa a morte.
Eppure il destino continua a metterli sulla stessa strada, soprattutto dopo che Jessica scopre il tradimento del fidanzato con la coinquilina Rebecca.
Tra loro si instaura un rapporto lavorativo fantastico, nel quale Jessica risulta essere il valore aggiunto, la punta di diamante, ciò che mancava all’app per essere pubblicizzata e ottenere investitori.
Tutto accade in modo naturale, così come l’evoluzione del loro rapporto che, tuttavia, è pieno di paletti e restrizioni.
«Lo faccio solo se prometti che non ti innamorerai di me» ribatte chiudendo gli occhi, le braccia di nuovo rigide lungo i fianchi. «Ho ucciso l’ultima persona che mi ha amato» sussurra, deglutendo nervosamente.

Cosa accadrà tra i due?

Il destino a portata di app è un libro frizzante e divertente, che va giù come acqua fresca.
La protagonista, Jessica, forse appartiene a tutte noi. Anche io, dopo l’ultimo esame universitario (un mattone gigantesco di latino classico) – e forse anche prima – ho iniziato a vivere in un vortice di ansia per il “che farò dopo?” e, per questo motivo, l’ho sentita molto vicina. Non sono un’amante dello shopping compulsivo, lo ammetto, anche se perdo la testa in un negozio di scarpe, ma la Mandesi ha avuto la capacità di descrivere quest’ossessione e, in generale, di caratterizzare i personaggi in modo stupefacente. Jessica è l’emblema della “rivincita” in ogni sfaccettatura della sua vita e l’evoluzione della sua storia racchiude una morale (vi invito a leggere con molta attenzione le parole finali della storia) fantastica che nessuna di noi dovrebbe mai dimenticare.
Il libro è davvero ben scritto. Appassionato, divertente, attuale e profondo  per certi versi, lo consiglio davvero a tutte. Adriano poi, alto, dagli occhi verdi/azzurri e i capelli ramati, è di una dolcezza disarmante, nonostante i suoi fantasmi.
Consigliatissimo se volete passate qualche ora in compagnia di una combina guai, un dolce nerd e un po’ di pepe, che non guasta mai.
Buona lettura Cosmo!


Eleonora Mandese ha vent'anni, studia Lettere Moderne all'Università degli Studi di Milano e ha due sogni nel cassetto, arrivare in tutte le librerie d'Italia e trovare il vero amore. Consapevole delle difficoltà nascoste dietro i suoi obiettivi, si limita a descrivere il mondo filtrato dai suoi occhi, vivendo appassionate storie mentali in compagnia dei suoi protagonisti. Tutta colpa del pallone è il suo primo esperimento nel genere chick lit, una storia d'amore disturbata dalla vita vera, quella che spinge Laura Sciorti a domandarsi se credere oppure no nei suoi sogni. Nonostante i calci di rigore e le sfilate di moda siano anni luce lontani dalla vita di Eleonora, la sua penna ci mostra la cosa più importante: non esistono limiti per la fantasia di uno scrittore. Se pensate che sia strana, aspettate di leggere il suo romanzo!



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