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domenica 26 febbraio 2017

JONAS e VIRIDIANA - Il cuore d'inverno di Francesca Cani


Anno Domini 1095. Cresciuta all’estremo nord del Sacro Romano Impero, Viridiana è abituata a viaggiare ed esercitare l’arte della guarigione. Fino a quando re Jonas dei Naconidi irrompe nel suo villaggio e la reclama come ostaggio in cambio della pace, ammaliato dalla chioma di fuoco e dallo spirito fiero che la contraddistinguono. Perché proprio a lei è toccato in sorte un simile sacrificio? Jonas è un sovrano arrogante e un guerriero spietato. Non c’è limite alla sua forza, né al suo desiderio di proteggere il figlio Andreas, unico vincolo con il suo perduto amore. Il suo cuore è in silenzio, non sa più amare né provare tenerezza. Eppure, vicino a Viridiana, si sente più vivo che mai. Ma non c’è pace nelle terre di confine, e quando il piccolo Andreas viene rapito dai predoni turchi insieme alla sorella di Viridiana, i due seguiranno la via percorsa da Goffredo di Buglione e dai crociati verso l’Oriente. Il mondo sta cambiando, l’esercito di Dio è partito alla conquista di Gerusalemme e due nemici scopriranno che l’amore più grande divampa dal fuoco di un odio cocente.


1077 d.C. Costantinopoli.
Michele VII Ducas, imperatore (o per meglio dire Basileus) bizantino, vede venire alla luce l'erede tanto atteso, colui che continuerà la sua stirpe. L'unico problema, in tutto ciò, è che al posto di un pargoletto, a essergli messo fra le mani è una bimba, un esserino pressoché "inutile" al fine di continuare la stirpe. Così Sophia e la sua piccola, preoccupate per la sorte che toccherà loro, son costrette a fuggire, senza sapere cosa riserverà loro il destino.

Nel 1092 Viridiana è una giovane donna, i cui capelli sembrano mostrare al mondo tutte le sfumature di cui si può tingere l'alba di primo mattino, una tinta che ben può rappresentare al mondo il suo animo combattente e al contempo altruista. Quasi come in un tutt'uno con quest'ultima sua caratteristica, lei da sempre si è interessata all'arte della guarigione, volendo un domani diventare cerusico, al punto che suo padre Goran, il mercante di rame, quando le dà il suo consenso  per poter finalmente intraprendere gli studi per quest'arte, la bellissima ragazza non riesce a contenere nel cuore la gioia per la vista di questo suo desiderio che finalmente si realizzerà.

Nemmeno passa molto tempo da questa notizia che Jonas si ritrova a svegliare quello che crede essere un ragazzo all'interno di una carovana, alla ricerca di erbe con proprietà curative e, anche, dell'aconito, un' erba sì curativa, ma al contempo capace di ridurre un uomo alla morte.
Nella mente di Viridiana rimarrà per sempre scolpito quel dio che venne nella sua carovana ferito, chiedendole qualcosa di ben più che semplici cure mediche.



Fu in quella posizione, senza un briciolo di fiato, che vide il guerriero sassone, e il mondo intorno a lei si bloccò. 
Il tempo si fermò e lei sentì il terreno sfuggirle da sotto i palmi. 
Quello era uno dei cambiamenti cui Viridiana stava facendo fronte: ora vedeva gli uomini. Occhi nuovi che quella notte la tradirono scagliandole il ritmo scatenato del cuore nelle orecchie.

     Un uomo o un dio?




Anno domini 1095, Jonas di Holstein, duca dei Holstein e re dei Naconidi, incontra nuovamente Viridiana, anche se nella sua mente non esiste quel "nuovamente", poiché il primo loro incontro è marchiato a fuoco solo nella mente della giovane, come la sera in cui ha messo un veleno mortale nelle mani di un uomo. 
Tutto si può dire del re, tranne che non sia una persona leale, capace di farsi in quattro per dare agli abitanti che dipendono da lui uno stile degno di vita, lasciando da parte il dolore che alberga nel suo animo dopo la perdita che ha subito, una perdita capace di lasciarlo ancor più amareggiato in seguito poi ad un tradimento che mai si sarebbe aspettato. Quando però gli occhi del Re si posano su quella guaritrice, nulla gli può togliere dalla mente il pensiero di quella cerusica. Se il prezzo da far pagare ad  un popolo per l'errore commesso è la ragazza, così sia, qualsiasi cosa pur di averla accanto e mascherare ciò che prova con un motivo ben più "nobile", quale ad esempio l'aiuto che potrà dare alla sua gente.


     «Ucciderete i responsabili, ma io voglio lei» ringhiò cupo.

     Lei soltanto, tutta per sé, sua prigioniera. Una guaritrice aveva confermato Baldo, meglio ancora, era fondamentale per il suo popolo, e saperla nelle mani del nemico avrebbe reso gli Abotriten più cauti.

     «O lei o la guerra, scegliete.»







Inizia così il viaggio insieme di Jonas e Viridiana, un viaggio che li porterà a scoprire l'uno l'anima dell'altra, perché se è anche vero che l'attrazione si può combattere, trincerando i propri segreti dietro un muro, è anche vero che è difficile tenere alzati questi ultimi quando si vive fianco a fianco con una persona che si inizia ad ammirare e a provare nei suoi riguardi i sentimenti più contrastanti senza mai voler dar loro un nome.

Ogni gesto fra loro sembra celare un qualcosa di ben più profondo, che sia il semplice atto della ragazza di voler curare più e più volte quello che, in fin dei conti, è il suo "carnefice", o ancora il gesto di Jonas di portar da loro in visita la sorellina di Diana, Zoya, per farla sorridere.

Il mondo che si son creati, però, è ben lontano dall'essere privo di pericoli, dato che l'incoronazione di Re Jonas ha portato alla luce vecchie diatribe, invidie mal celate e, ancor di più, ha dato inizio ad un gruppo di persone che si son riunite per ribellarsi al nuovo re, lo stesso uomo che ha tolto al loro capo il titolo che credevano gli spettasse dalla nascita.


«Perché mi eviti?» 
«Non direi proprio» 
balbettò. 
«E comunque pare che tu sappia sempre dove sono.»
 «È così, ti sento, ti troverei anche tra migliaia di persone in una città affollata. 
Potresti essere chiusa in un baule nelle profondità dell’oceano e io saprei dove cercarti»

Sarà solo quando i due si ritroveranno ad unire le forze in un viaggio da Occidente ad Oriente, alla ricerca di ciò che i nemici di Jonas hanno portato via loro, il futuro del popolo dei Naconidi e la sorellina di Diana, che si ritroveranno a dover combattere una guerra forse ancora più importante, una battaglia per dar al loro amore la forza necessaria per superare tutte le barriere che il cammino metterà loro davanti, un combattimento che valica le loro differenti religioni, i loro culti o le loro origini.

Come vi sarete accorti, non mi son molto dilungata sull'aspetto storico, poiché il mio concetto di storia si presenta come una mappa con troppi punti di domanda e pochi nomi e sarebbe per me pressoché impossibile dilungarmi in tal senso. Ad ogni nome apparso fra le pagine son subito andata a cercare un riscontro, incuriosita da chi fossero i personaggi che non solo hanno fatto la storia nel libro, ma anche la nostra storia, incantata dal modo con cui Francesca Cani riesce ad intrecciare la piccola storia con la grande Storia (e quest'ultima altro non è che il Medioevo, in particolar modo l'epoca della Prima Crociata. Non a caso per buona parte dell'opera ci accompagnerà Goffredo di Buglione, percorrendo in parte insieme ai protagonisti la famosa Strada di Gerusalemme).
Era da tanto che aspettavo di leggere qualcosa in più sul nostro bellissimo Jonas e quando mi son ritrovata a leggere la data d'uscita, subito l'ho acquistato, non stando nella pelle dalla voglia di sapere cosa sarebbe accaduto al fratello di Tristan, il protagonista del volume precedente.
Francesca Cani ogni volta mi lascia sempre il desiderio di aver vissuto una storia simile a quella narrata nel romanzo, sempre più innamorata dei personaggi di cui scrive.



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