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lunedì 30 aprile 2018

TUTTO QUELLO CHE VOLEVO DA TE? di Deborah Fasola


Nina, trent'anni, una carriera di giornalista che non decolla e una relazione con un uomo egoista che prevede solo sesso, sente la necessità di dare un senso alla propria vita. Avendo un figlio. Da perfetta newyorchese emancipata, l'inseminazione artificiale è la soluzione migliore: nessun coinvolgimento emotivo, nessun padre con cui dividere pappe e pannolini.
Detto, fatto.
Oddio, ma cosa ha fatto?
E se il padre del suo futuro bambino è un pazzo?
Giorno dopo giorno, sapere chi si nasconda dietro il nickname che le ha donato il proprio DNA diventa per Nina sempre più urgente.
E quando scopre che il donatore è un famoso attore di film molto particolari, Nina è presa dal panico.
Ma in realtà non si tratta proprio di panico…
Questo Leon è tanto disinibito quanto bello e disponibile.
È quasi un peccato non aver seguito la normale procedura di accoppiamento.
Ma, in fondo, tutto quello che Nina voleva da lui era un figlio.
O no?

Dall'autrice di "Tradiscimi se hai coraggio", un'altra esilarante commedia romantica da gustare con un sorriso malizioso e bere tutta d’un fiato.
Non ho parole per descrivere questo nuovo libro di Deborah Fasola, se non con un semplice WOW! 
La storia inizia in una camera da letto; sì, avete letto bene, perché si parte subito con una scena di sesso. Peccato che Nina non sia della stessa opinione. Il suo rapporto – non rapporto con Liam l'ha un po' stancata; vorrebbe essere la “sua” fidanzata e non una delle tante trombamiche che il nostro manager si porta a letto. Decide che vuole di più!!!
E se quel di più fosse proprio un bambino? Quante di voi, care lettrici, hanno sentito forte il richiamo della maternità?!? C'è da dire che è proprio scritto nel nostro codice genetico: siamo nate per fare le mamme. Così anche la nostra cara protagonista non è da meno, visto anche il correre inesorabile dell'orologio biologico, e decide di mettere al mondo l'unica creatura che sarà in grado di amarla e che amerà con tutta se stessa: un bambino.
Le sue amiche e colleghe di lavoro, Annie e Allison, alla notizia restano a bocca aperta, perché Nina vorrebbe un figlio...da sola. Oddio detto così suona male, ma avete capito bene, un bambino da crescere da sola senza un uomo al proprio fianco (che spesso sono solo d'impiccio che di aiuto). Caratteri e pensieri diversi che rende le tre ancora più unite. Allison è contraria alla decisione di Nina, lei è la libertina del gruppo che vede di buon occhio le relazioni non impegnative e che le permettano di passare da un letto a un altro. Mentre Annie, più riflessiva e dal cuore tenero e romantico, si dimostra subito d'accordo, e addirittura decide di accompagnare l'amica al centro di fertilità, a condizione che il donatore lo possano scegliere insieme.

Così Nina si ritrova a compilare fogli su fogli (maledette pratiche burocratiche), e viene sottoposta alla visita medica di controllo. Vi è mai capitato di provare imbarazzo davanti a un medico di sesso maschile? Personalmente sì, preferisco sempre che sia un medico donna a visitarmi, quindi non è stato difficile vestire i panni della nostra Nina e opporre un po' di resistenza, dovuta semplicemente all'imbarazzo. Ma tutto sotto controllo. Il medico le dà il via libera per la fecondazione artificiale, deve solo scegliere il giusto donatore. Così con un faldone pieno di generalità maschili torna a casa e inizia la lunga ricerca. Dopo aver letto tutte le schede e valutato ogni donatore, l'occhio cade sul nome di una pietanza che può solo essere una garanzia: Banana Split (si sa che i donatori devono restare anonimi).
Il giorno tanto atteso finalmente arriva, a Nina viene inserito artificialmente lo spermatozoo del donatore scelto e ora non resta che aspettare quindici giorni prima di fare il test. Tutto sarebbe finito là se non fosse che la curiosità è maledettamente donna. Quindi, approfittando dell'assenza dell'infermiera alla reception, Annie e Nina, iniziano a curiosare nel computer e trovano la vera identità di Banana Split: Leon Kennedy e accanto un indirizzo dove poterlo trovare (pare sia un attore).

Nina ha l'abilità di cacciarsi nei guai, così per un gioco crudele del destino si ritrova a dover intervistare questo attore (e forse futuro padre del bambino che porta in grembo). Con la faccia tosta che si ritrova, riesce a entrare negli studios dove lui lavora senza aver realmente un appuntamento e quello che scopre la lascia basita: non si tratta di un attore qualunque, bensì di un pornodivo!!!
Ora immaginatevi la scena davanti, due giornaliste che si imbucano sul set cinematografico, che pensano di avere la fortuna di assistere a delle riprese di un film e che improvvisamente si ritrovano sul set di una scena porno con corpi avvinghiati, simulazione di orgasmi e....io che non riesco a smettere di ridere!!! Ovviamente Nina rimane così impressionata che non riesce a trovare le parole, nemmeno quando il presunto attore si avvicina per presentarsi (tutto nudo!).

“Non si tratta di volgarità, è così. C'è un immenso abisso tra lo scopare e il fare l'amore. Nel primo caso lo si può fare con chiunque, viceversa l'amore – dicono – è uno solo. È speciale... Il sesso è naturale, l'amore si deve imparare a farlo.”

Il rapporto tra Nina e Leon non inizia nel migliore dei modi, ma quest'ultimo cerca di recuperare, invitando la nostra giornalista di gossip a cena per l'intervista che dovrebbe svolgere. E lui è alto, fisico scolpito, “prestante” sotto tutti i punti di vista e trasuda sesso da ogni poro. Nessuna donna riuscirebbe a resistergli, ma la nostra protagonista sì!!!
Dopo una cena disastrosa, dove lei incontra casualmente Liam a cena con un'altra (sgualdrinella) e che finisce con un naso rotto (quello di Liam s'intende), i nostri protagonisti si ritrovano a passeggiare per una Manhattan sotto la neve. Ma la serata movimentata non finisce quando i due lasciano il ristorante, perché sulla strada verso casa Leon viene aggredito e malmenato, ma Nina non resta con le mani in mano e prova a reagire saltando addosso a uno dei due aggressori, finendo a terra e perdendo conoscenza. Nina si ritrova a dover portare a casa sua il povero Leon (anche se aveva ripromesso a se stessa che non avrebbe MAI fatto entrare un pornoattore a casa sua), vestendo subito i panni della crocerossina, disinfettandogli tutte le ferite e......Vi piacerebbe sapere se sono finiti a letto insieme??? Mi dispiace deludervi, ma lui si è fermato a dormire da lei però sul divano. Inutile dire che tutta la scena sarà apparsa comica agli occhi della povera Annie, che era andata a sincerarsi che l'amica stesse bene..considerando la compagnia direi anche più che bene!!!

E' questo il bello della vita e di alcune persone: non si finisce mai di stupirsi, talvolta anche delle cose belle, seppur di rado. Ma quando accade, queste ti tolgono il fiato.

Le loro strade si dividono quella mattina stessa, ma non preoccupatevi, quando il Destino decide che due persone devono rincontrarsi, lo farà, costi quel che costi.
E infatti è quello che succederà. Il giornale per cui Nina lavora, pubblica l'intervista a Leon Kennedy, ma apportando modifiche scabrose che tendono a mettere in cattiva luce il nostro pornodivo. Le conseguenze sono disastrose:  Nina si licenzia dopo aver insultato pesantemente il suo capo, e Leon non sarà da meno. Si recherà alla redazione dove lei lavora denunciando la testata giornalistica di aver pubblicato falsità. Peccato che lei era già andata via, diretta con il primo volo a casa, ad assistere alle nozze della sorella.
Sante amiche che pensano a tutto e spesso hanno anche la lingua lunga, perché è grazie a loro se Leon ha raggiunto Nina, proponendole di accompagnarla al matrimonio spacciandosi per il suo fidanzato. Non vi ricorda qualcosa questa scena? Tipo il film The wedding date? Solo che all'epoca Dermot Mulroney era un gigolò e si faceva pagare. Invece troviamo un divo del sesso che si propone di sua spontanea volontà, solo per ricambiare un favore dovuto.

“Tutti gli uomini guardano i porno. Ma se io avessi una come te credo che non guarderei nient'altro. Mai più”. Il timpano vibra come se Leon avesse urlato, eppure la sua voce era simile a un fiato leggero.

Se continuo così fa a finire che vi racconto tutto il libro, quindi mi fermo qua e lascio che da quel punto in poi siate voi a scoprire come andrà a finire tra i due. Se poi di mezzo c'è anche un matrimonio la cosa diventa ancora più interessante: addii al celibato e al nubilato, fiumi di alcol e freni inibitori persi per strada.

Uno stile scorrevole, che non cade mai nel banale, quando pensi che le cose ormai abbiano preso la loro direzione, ecco che improvvisamente cambia di nuovo tutto. Forse sembrerò ripetitiva e banale, ma adoro scrivere e penso che non ci sia niente di meglio che recensire libri per invogliare gli autori a continuare a regalarci emozioni. Quindi non posso fare altro che consigliarvi la lettura di questo breve racconto da portare con voi ovunque. Divertimento assicurato!


Deborah Fasola è nata a Vercelli nel 1978 e laureata in Scienze dell’Educazione, ha operato nel sociale prima di dedicarsi completamente al mondo della scrittura. È editor freelance e articolista. Autrice poliedrica di romanzi di vari generi letterari, ha poi trovato nella commedia romantica e ironica la sua dimensione. Ama la sua famiglia, i libri e i sogni sopra ogni cosa. 


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