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mercoledì 7 marzo 2018

Bruised di Federica Caracciolo



"Mi chiamo Lele.
Non Raffaele, né Raffa, Raf o qualsiasi altro nomignolo stupido. Li odio a morte. Come molte altre cose, a dire la verità.
A parte Bianca, naturalmente.
Lei è la sola che mi faccia desistere dal restare chiuso nella mia stanza in eterno.
Oltre a lei, tanto, fuori da quella porta ci sono solo frotte di adolescenti sfigati, passatempi discutibili e la mia famiglia insopportabilmente perfetta. E poi, c'è Dean. La creatura più ottusa che abbia mai messo piede su questa terra. Superficiale, borioso, inutile. È assolutamente inspiegabile, dunque, che io passi le notti a sognarlo e i giorni a cercare di togliermelo dalla testa, no? Inspiegabile e dannatamente pericoloso perché, per giunta, è il ragazzo dell'unica persona che conti per me. Bianca, appunto. Sempre lei, certo. Perché tutto il mio mondo gira intorno a lei.
Lei, che adesso ha avuto la splendida idea di andarsene e mollarmi qui da solo, senza preavviso, con un viaggio in Irlanda saltato e il suo ragazzo che, nei ritagli di tempo tra una sessione in palestra e la venerazione per la sua moto, mi tampina senza ragione apparente, minacciando con la sua presenza irritante il mio già precario equilibrio mentale.
Io non ho bisogno di lui, non ho bisogno di Bianca. E nemmeno dei miei.
Che poi, se ci penso seriamente, si sta bene anche da soli. Anzi, si sta molto meglio."

Sono rimasta piacevolmente colpita da questa prima opera di Federica Caracciolo e spero ne seguiranno altre. Ho molto apprezzato il suo stile scorrevole che sa fondere il romanzo di formazione alla “Jack Frusciante è uscito dal gruppo” con tratti più pertinenti al genere romance, toccando anche temi attuali quali il gender fluid.
Il protagonista e voce narrante è Lele, diciassettenne introverso ed insicuro, che nell’estate prima dell’ultimo anno di liceo, perde i suoi punti saldi: la sua migliore (e unica) amica Bianca si trasferisce in un’altra città e la sua famiglia perfetta si sgretola.
Il personaggio di Lele è veramente reso molto bene, incarna perfettamente il classico adolescente asociale che ce l’ha con il mondo, che pensa nessuno possa capirlo e che ha paura di affrontare dei veri cambiamenti. Per alcuni versi, ho rivisto molto della me adolescente in lui, sarà per questo che mi è stato tanto facile seguire la sua storia, appassionandomi alle sue vicende, senza però pensare che, a volte, un bello scrollone gli sarebbe servito.
Dean, ventenne attraente e apparentemente “scafato”, pare essere l’esatto opposto di Lele con il suo amore per la musica commerciale, le ragazze facili, le moto e i videogiochi. Il suo lato fragile ed insicuro che emerge poco a poco, lo umanizza e permette di empatizzare con lui facendo propri i suoi timori.
Nonostante la storia prettamente romantica si svolga tra Lele e Daniele/Dean, altri personaggi fondamentali sono quelli di Bianca e Morgan. Quest’ultimo, a mio parere, è il personaggio più interessante di tutto il libro. Ho davvero amato questo ragazzo che non vuole nemmeno dire il suo vero nome in cui ha smesso di identificarsi da tempo, che la vita ha temprato a suon di mazzate, ma che ha saputo mantenere il sorriso e costruirsi una famiglia al di fuori di quella che gli ha dato la vita.
Insomma un romanzo che intreccia la vita di un ragazzo con quella di persone speciali che gliela cambiano, facendogli capire come sia difficile crescere e fare delle scelte, ma che vale sempre la pena battersi per il diritto di essere sé stessi. 
Una lettura caldamente raccomandata che scorre via veloce e, nonostante le pagine siano davvero tante, si spera non finisca mai per non lasciare questi personaggi che si trasformano presto in amici anche per il lettore stesso.


Pensiamo alle persone transessuali e di genere non conforme come a delle macchiette umane, dei pagliacci, spesso eccessivi e volgari.In realtà non ci fermiamo a capire quanto, a volte, sia necessario spingere avanti il limite per urlare al mondo quello che siamo. Soprattutto quando il mondo non vuole ascoltarci. E allora gridiamo più forte.

Mi chiedo se l’amore abbia davvero un genere o se, forse, non siamo fatti per amare e basta. Solo per completarci. Così, semplicemente, senza pensarci troppo.

Nessuno dovrebbe mai affrontare la consapevolezza di sentirsi rifiutato da chi ha scelto di metterti al mondo, da chi, per definizione, dovrebbe amarti senza condizioni. Nessuno dovrebbe mai sentirsi inadatto alla propria famiglia. Perché se non è la famiglia ad aiutarti a combattere questa stupida battaglia, nessuno lo farà mai.

Federica Caracciolo è nata a Ferrara sul finire degli anni Settanta, e la leggenda narra che avesse già un libro in mano, la testa tra le nuvole e una storia da raccontare. 
Laureata in lingue e letterature straniere, ex commessa, cameriera, insegnante e (soprattutto, e per sempre) bibliotecaria, attualmente lavora nel sociale, occupandosi di un figlio ma, principalmente, del suo gatto Morgan.
In un insolito slancio matematico ha calcolato di aver scritto grandi e piccole storie per circa due terzi della vita, che sono state tutte crudelmente inghiottite da un cassetto. 
Bruised è il primo romanzo che tenta di sfuggirgli.


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