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lunedì 18 dicembre 2017

L’UNICA MIA ECCEZIONE (No rules) Vol.2 di Anna Genchi


«È il dio romano Giano chiuso in un paio di ali. Sta a significare che, come lui, ogni persona ha due facce, una buona e una cattiva, un passato e un futuro e vanno comprese entrambe nella persona che amiamo».

Questo è l’ultimo insegnamento che David ha voluto lasciarle.E lei lo aveva compreso il suo lato oscuro e malato, si era lasciata vivere e lo aveva amato, come mai aveva fatto nella sua vita.Anche nel loro ultimo incontro, nel loro ultimo bacio.Charlotte sente ancora sulle labbra il sapore di quell’ultimo aspettami che le aveva chiesto.Distante chilometri, dopo essere scappata, cercherà di rifarsi una vita attendendo con ansia il suo ritorno perché, ne è certa, un giorno potranno viversi in pace. Lontano dai cattivi, lontano da Blumas, in una nuova esistenza serena.Ma Charlotte non ha fatto i conti con il più terribile dei maligni : il destino. Lo stesso destino che l’aveva trascinata allo Sweet Hollow, e che le darà filo da torcere.È un maremoto di emozioni e colpi di scena, quello in cui si trova catapultata, dove solo il cuore conosce la verità.Perché contro ogni regola si è innamorata di lui,contro ogni regola la sua anima gli apparterrà per sempre,contro ogni regola dovrà lottare in nome del loro amore.
"Il destino mescola le carte,

e noi giochiamo."

Arthur Schopenhauer

E’ online da alcuni giorni il secondo capitolo della duologia di Anna Genchi dedicata alla storia d’amore tra Charlotte e David. Per chi non avesse ancora letto il primo capito intitolato “Contro ogni regola” il link alla recensione pubblicata da Romance and Fantasy si trova in calce alla pagina.
La storia d’amore fra Charlotte e David si è sviluppata in un contesto particolare: all’interno di una casa d’appuntamenti dove a dettare legge è lo spietato Jason Blumas. I due protagonisti si incontrano, si scontrano, si amano di un amore che sembra non avere speranze, imbrigliato com’è dalle severe regole del tiranno che possiede le loro vite. Chi trasgredisce muore!


«Mi hai sfruttato a tuo piacimento, come meglio credevi. Ho dovuto scopare ragazze, vedere le loro lacrime. Mi sono trasformato in una bestia solo per te. Perché pensavo mi avessi salvato, e invece mi avevi condannato in eterno».

La tormentosa vicenda del primo romanzo si conclude con Charlotte e David costretti a separarsi perché almeno uno dei due si salvi dalle grinfie del pericoloso Blumas. Charlotte fugge e si rifugia a Praga a casa di una coppia di amici di Liam che la ospitano e inconsapevolmente la nascondono.
David invece se la deve vedere con Blumas in persona e le cose non si mettono propriamente come lui aveva programmato. Blumas prende in ostaggio la sua famiglia e lo costringe a rimettersi inerme nella rete del nemico. Un nemico crudele e psicotico che non esita a sporcarsi personalmente le mani nel peggiore dei modi. Mani lorde di sangue di un personaggio del quale non ci è dato di capire nulla. La sua psicologia resta un mistero per tutta la durata del romanzo e le molle che lo muovono non vengono mai palesate.


«Ahhh». David non risparmia il fiato. L’acuto dilaniante fa eco su tutte le pareti, in modo assordante, così tanto che Ryan è costretto a coprirsi le orecchie e stringere gli occhi per evitare di sentire e vedere.
«Un figlio non tradirebbe mai suo padre».

Intanto Charlotte cerca di farsi coraggio nella speranza che il tempo passi in fretta e David la raggiunga presto. Questo fino al giorno in cui riceve la telefonata di Liam e il castello sul quale aveva mentalmente costruito la sua vita futura crolla rovinosamente, privato alla base delle sue fondamenta. Dolore, dolore profondo e disperazione, pensieri di vendetta, ma anche un’inconsapevole desiderio di andare avanti, affinchè il sacrificio di Jason non sia stato vano. Charlotte cerca di rifarsi una vita, si butta in un nuovo lavoro, accetta di uscire con gli amici che la ospitano, insomma si da fare. Non riesce mai veramente a sentirsi felice, però ci prova e ogni tanto il suo cuore batte ancora alla vista di uomini interessati.



Sto allegramente chiacchierando con loro del più e del meno quando, ad un certo punto, sento un calore invadermi il corpo, e lo vedo. Vedo un uomo, qualcuno che prima non avevo nemmeno notato, un uomo che riesce a captare i miei occhi incantandoli come un dannato serpente a sonagli. Devo essermi imbambolata su di lui più del dovuto, perché Karel mi ricorda chi fosse l’iniziale centro della mia attenzione. «Pavel». Torno a guardare Karel, accigliandomi in imbarazzo. «Il tipo che stai guardando. Il suo nome è Pavel». 

Uno uomo in particolare, mascherato e misterioso, riesce a scuoterla dal torpore in cui il suo corpo è caduto. Perché quell’uomo la turba tanto? E chi le invia ogni giorno un biglietto diverso con frasi che scalfirebbero il cuore anche della perfida matrigna di Biancaneve? Charlotte è confusa ma anche lusingata, il mittente delle misteriose missive sembra conoscerla bene, con i suoi messaggi tocca corde che la ragazza credeva fossero inaridite per sempre. Poi un giorno, durante un viaggio di lavoro, succede qualcosa che catapulta Charlotte direttamente nella seconda parte del racconto, dove non mancano azione e movimento. Qui mi fermo, per lasciarvi il piacer di scoprire personalmente il resto della storia.


«Oh no, Charlotte. Tu non stai solo ballando. Ti stai facendo trasportare, è diverso».
Conosce il mio nome, com’è possibile? Ognuna delle sue parole m’irretisce. «La tua mente sta già immaginando. Stai impastando un sogno dove io e te siamo avvinghiati su un letto e io ti penetro con ardore, un sogno così… reale».
Deglutisco. Ha ragione.


"È a me che vorrei che pensassi mentre osservi il cielo fuori dalla tua finestra."

Vorrei tanto poter dire che questo romanzo mi è piaciuto ma purtroppo non lo posso fare. La storia di per sé è interessante, ma molto lacunosa e, mi perdoni l’autrice, anche un po' scontata. Benchè Anna Genchi metta sul piatto un sacco di situazioni e avvenimenti, la maggior parte di questi si risolvono in una bolla di sapone e anche quando la situazione precipita, e non precipita soltanto una volta, si fa fatica a dare un senso a quel che succede.


Riesco appena a muovere il collo per guardare dall'altro lato e un calore familiare m'invade, un calore che mi scalda l’anima. Lo vedo subito, nonostante la vista offuscata. ......  E vividi ritornano anche i ricordi. La macchina, l'esplosione, il fuoco.

Charlotte, nonostante il profondo dolore che la squassa, continua ad essere una ragazzina petulante nei pensieri e nelle azioni e David…..beh David si atteggia a quello che dovrebbe spaccare il mondo, ma poi si presenta all’appuntamento definitivo come uno sprovveduto. Anche su Ryan ho molte perplessità, non è ben chiaro quale sia stata la molla che lo ha convinto ad inserire David all'interno dello Sweet Hollow, una scelta, la sua, davvero infelice, considerata l'indole di Blumas.


Quando guarda dietro di sé, nota Ryan a terra colpito da uno sparo di pistola. Dalla sua spalla sta uscendo una copiosa quantità di sangue ma, a primo impatto, nessuno capisce da che parte sia arrivato il colpo. ........ «Bene. Chi è il nostro leso?».
«Ryan».
A sentire quel nome, Blumas dovrebbe almeno dispiacersi perché si tratta del suo braccio destro, il suo secondo, veterano e maturo più di tutti gli altri ragazzi. Eppure, i suoi occhi non conoscono pietà. ........ «Ho sempre sospettato che tu c’entrassi qualcosa con quel bastardo di David ...... Ora capisco perché tu abbia tanto insistito per prenderlo con noi».

Ci sono un sacco di fortuite coincidenze che mal si sposano con l’ambientazione che la Genchi ha voluto dare al suo romanzo e danno la sensazione che non esista una vera struttura della trama, ma solo un procedere seguendo l’ispirazione del momento. Il filone narrativo risulta un po’ pesante infarcito com’è di aggettivi e comparativi che spesso cozzano con il contesto in cui sono inseriti e purtroppo ho rilevato anche parecchi errori di sintassi. Tuttavia mi sento di ribadire che la storia c’è e potrebbe essere davvero bella, per questo consiglio all’autrice di sottoporre entrambi i romanzi alle cure di un bravo editor. Mi scuso con Anna Genchi per aver espresso fino in fondo pensieri che scaturiscono dalle mie percezioni personali e dal mio modo di intendere la scrittura, e che ovviamente non sono la Bibbia.



Per leggere la recensione del primo capitolo, cliccare sull'immagine!!



Anna Genchi nasce a Barletta il 24 dicembre 1989. Vive ancora lì, in questa piccola provincia pugliese, tra i caldi colori del sud. Lavora in uno studio commerciale, anche se studia lettere moderne. Le sue passioni più grandi sono leggere e scrivere, oltre alla musica che spesso la aiutano come fonte di ispirazione. E’ una romanticona, nonostante la scorza dura e testarda che ha.
Tra le sue opere, troviamo:

La trilogia di Emily e Laurie:
- Amor Vincit Omnia
- Carpe Diem
- Ad Astra;

Spogliami l'anima

La serie "No Rules":
- Contro ogni regola;
- L'unica mia eccezione.


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