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lunedì 4 settembre 2017

L'ANATEMA DEI SETTE PECCATI di Davide Fresi


La narrazione è ambientata nell’antica Roma e vede protagonisti due mercanti, Fedro e Polibio. In virtù dei carismi profetici che mostrano di possedere, essi vengono introdotti da Tiberio Cesare nel fasto della corte romana. Tuttavia, l’avidità di Fedro minaccia l’incolumità di entrambi. Il prefetto del pretorio Marcello tende un tranello che compromette la loro posizione. In carcere essi conoscono un uomo che con i suoi lumi porta Fedro a cambiar vita. Presto irrompono nella vita dei protagonisti Gesù di Nazareth e altri personaggi storici dal grande carisma. Le disavventure si susseguono una dopo l’altra. Aleggia sullo sfondo degli eventi la ferocia dei governanti romani che non esitano a spargere il sangue di innocenti. Ogni volta che le aspettative paiono compromesse, la Provvidenza mostra il suo volto benevolo, dissolvendo la nebbia che rende incerto il cammino dei due mercanti. Finché non avviene l’irreparabile… Troverà realizzazione l’anatema che il Nazareno rivolge agli oppressori del popolo? Riuscirà il perfido Marcello a soddisfare la sua morbosa ambizione? Questi sono alcuni temi di una narrazione che appassiona sin dalle primissime pagine.


Antica Roma.
Due mercanti e amici di vecchia data, Fedro e Polibio, a seguito di un misterioso viaggio nel tempo si ritrovano catapultati nel 27 d.C, ai tempi dell’imperatore Tiberio Cesare conosciuto ai più per il suo dispotismo. Forti delle loro “conoscenze” cercheranno di infiltrarsi nella corte romana e guadagnarsi così i favori del regnante, ma i due nonostante la forte amicizia che li lega hanno caratteri praticamente opposti. Polibio è un uomo di sani principi, riflessivo e ponderato nelle sue decisioni mentre Fedro è molto legato ai valori terreni e si lascia guidare spesso dall’impulsività, rischiando di far saltare la loro copertura compromettendo l’incolumità di entrambi. 

Polibio e Fedro si chiedevano se ormai non si profilasse ineluttabile l’epilogo della loro vita. Quale prodigio li avrebbe potuti strappare a quelle lugubri mura? Peraltro il rimpianto delle più ordinarie gioie che un tempo riempivano le loro giornate li affliggeva con sempre maggiore impeto. [...] Eppure intuivano che quanto era accaduto in quegli ultimi anni non aveva ancora espresso la sua ultima sentenza. Non restava loro altro da fare che attendere con ansia il corso degli eventi.

Non saranno poche le disavventure e i pericoli che i due dovranno affrontare; vi accenno solamente che ci troveremo davanti ad un fuggi fuggi generale che li condurrà addirittura in Palestina, dove faranno la conoscenza di personaggi illustri che sconvolgeranno il corso dell'esistenza dei due mercanti cambiando inevitabilmente le loro priorità. 


Per essere il libro di uno scrittore esordiente si presenta bene; i personaggi risultano credibili, la storia è ben strutturata ed avvincente, il linguaggio utilizzato è sofisticato, anche se è innegabile che lo stile abbia bisogno di una smussatina qua e là.
I due protagonisti e i diversi comprimari scadono spesso in banali cliché, i repentini cambi di punti di vista e la prolissità dei dialoghi non giocano a favore dell’autore perché vanno a compromettere il livello di attenzione di chi sta leggendo. Ho trovato molto gradevole la commistione di generi, storico e fantascientifico, anche se mi avrebbe fatto piacere un maggiore approfondimento per quanto riguarda la parte “fantascientifica” mentre risulta ben gestito il lato storico. 

L’avidità spesso tiranneggia i sentimenti dell’uomo. Le tenebre hanno un fascino talvolta irresistibile.

L’autore scrive con una buona base di conoscenze storiche e, soprattutto, ne ha una discreta padronanza rendendo sicuramente più credibile il prodotto finale. Le tematiche trattate sono diverse si spazia dalla religione cristiana a profonde riflessioni morali e al concetto di amicizia.
Misteri e colpi di scena non mancano e vanno ad arricchire la narrazione, il romanzo è ricco di appigli interessanti ma che potevano essere sviluppati meglio e diversamente.
Promosso, ma con riserva.

Davide Fresi, nato a Sassari nel 1977, si è laureato in Lettere Classiche indirizzo archeologico presso la facoltà di Lettere e Filosofia di Sassari.


2 commenti:

  1. Grazie per l'accurata recensione. Terrò conto delle sue valide osservazioni...

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    1. Ringrazio te di avermi dato l'opportunità di leggerlo! :)

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