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venerdì 15 settembre 2017

ALAKIM - LE CATENE DELL'ANIMA (VOL.3) di Anna Chillon


Combattere pur avendo perso le forze, scoprendo sentimenti avversi,facendo della propria debolezza la propria arma.

Con i nuovi arrivi in città, una grande minaccia incombe su Alakim. Privato del potere e stremato da una fame che non è più in grado di soddisfare, diviene facile preda dei suoi nemici.

Questa volta lottare insieme a Nicole e Muriel non gli basterà a salvare se stesso e tutti coloro che lo circondano da un male che dilaga inarrestabile, contagiando Marsiglia intera.
Questa volta ciascuno dovrà porsi dinnanzi allo specchio per scoprire l’origine della propria fragilità e svelare i reconditi sentimenti dell’animo.
Perché la vera forza sta nel guardarsi dentro, faccia a faccia con i propri demoni, accogliendo qualunque realtà venga rivelata, per quanto dura essa sia.







“Perché dar vita a un uomo la cui via è oscura,
 e che Dio ha stretto in un cerchio? 
Io sospiro anche quando prendo il mio cibo, 
e i miei gemiti si spargono come acqua. 
Non appena temo un male, esso mi colpisce; 
e quel che mi spaventa, mi piomba addosso. 
Non trovo riposo, né tranquillità,
 né pace, il tormento è continuo!


Anna Chillon è una fra le migliori autrici dell’universo self italiano, fantasy e non, ed è senza ombra di dubbio una delle mie preferite. Completa sotto ogni punto di vista, i suoi personaggi sono così ben caratterizzati da lasciare il segno, qualunque sia l’ambito in cui sono inseriti. E’ per questo motivo che aspettavo con tanta ansia l’arrivo del terzo libro della serie di Alakimael, L’Angelo delle tenebre. La saga di Alakim si compone di tre romanzi, dei primi due “Alakim, Luce delle tenebre” e “Alakim, Le regole del gioco” potete trovare la recensione pubblicata sul nostro sito, seguendo i link in calce. Sempre in calce troverete anche il link per visualizzare la bella intervista che l'autrice ci ha concesso qualche tempo fa. Prima di intraprendere la lettura di “Alakim, Le catene dell’anima” vi consiglio caldamente di leggere i primi due romanzi e, nel caso non l’aveste ancora fatto, sconsiglio di proseguire la lettura di questa recensione in quanto ci sono alcuni spoiler.

Nascosta in uno degli anfratti più bui e pericolosi della vecchia Marsiglia, sorge una dimora che niente ha a che vedere con una normale abitazione, di quelle che rendono la vita comoda alle persone normali. Uno stretto cunicolo avvolto nelle tenebre, s’immerge nelle viscere della terra, lungo e tortuoso raggiunge una grande caverna arredata in modo sommario: un laghetto di acqua cristallina sul fondo, tre divani Chester, una piramide di libri, la macchinetta del caffè e poco altro a rendere confortevole la vita dei suoi abitanti. Soltanto tre camere sono state ricavate nei meandri della roccia. Una per ogni abitante della caverna.

Alakim, il serafino sceso sulla terra per distruggerla, condannato alla fuga eterna, braccato dai Troni e dall’Angelo del male contro il quale combatte ogni istante della sua immortale esistenza, per evitare che le tenebre lo inghiottano completamente annientando anche quella piccola parte di luce che brilla in fondo a un’anima e a un corpo dalle sembianze umane, che si nutre di solo odio. Ebbene sì, il dolore e l’odio sono il suo unico cibo, il buio è la sua consolazione, sopravvivere e battere Lucios il suo mantra. Eppure un personaggio tanto malvagio e ormai lontano dalle strade del suo Creatore, ha un punto fermo nella vita, qualcuno a cui si aggrappa, qualcuno che è in grado di richiamare quella piccola fiammella di luce che ancora arde, sepolta in un lontano anfratto della sua anima. Lei è Nicole, la piccola invocantes, amante dei libri e degli animali e coprotagonista principale di questi romanzi.

“Un tempo regnavo puro e potente, giungendo in ogni luogo e la mia volontà era legge. 
Ora sono braccato e non ho regno nell’Eden né agli inferi. La mia casa è una tana nel fondo oscuro del mondo.
 Io sono il più inetto tra gli esseri, 
perché ho deciso per me stesso pur non avendone diritto.  La mia essenza è ancora lì, la posso sentire sotto una coltre di carne, sangue e ossa. 
Io ero la luce.”
………….
Avrebbe fatto la stessa scelta se avesse saputo? Avrebbe deciso di scendere sulla Terra per distruggerla sapendo che sarebbe stato costretto a un’eterna sofferente fuga? 
Ebbene, in cuor suo vi era la certezza che avrebbe fatto la stessa scelta, cento e altre cento volte. 
“Farei la stessa scelta. La rifarei semplicemente perché una cattiva scelta è meglio di nessuna scelta.”




Poi ci sono Samshat e Muriel: i Nephilim, generati dall’unione fra un Angelo del Signore e una figlia
degli uomini. I Nephilim sono mezzosangue che possono vivere una vita da umani fino alla morte per ritornare alla vita come esseri sovrannaturali ma se catturati e uccisi dai Troni sono destinati al tartaro; un destino crudele che li priva per sempre del loro bene più grande: la libertà. Samshat, forte e possente, quasi un gigante, è stato trasformato in Nephlim dal suo stesso padre che, dopo aver ucciso la donna a cui teneva più che alla sua vita, gli affondò un coltello nel cuore. Muriel mistico e dotato di un potere diverso dalla sola forza fisica, bellissimo e intenso, la sua trasformazione la deve soltanto a sé stesso, ma non vi svelerò come. Muriel, enigmatico, sensuale, capace di far sbavare ai suoi piedi, allo stesso modo, sia donne che uomini. Muriel che mette in mostra il suo corpo ogni sera davanti agli arrapati avventori del Real, Muriel fonte di saggezza e di conoscenza. Due Permanenti, un Serafino e un Invocantes formano un connubio potente capace di sconfiggere le orde dei Troni.
Samshat gridò accecato; chinò il volto tra le braccia tese, mentre le mani ghermivano una colonna di mattoni facendosi bianche per lo sforzo, mentre Muriel non emise un fiato, rimanendo accovacciato su se stesso con la fronte premuta sulle ginocchia. I Nephilim non sarebbero dovuti cadere vittime di quel bagliore poiché in loro c’era l’animo di un angelo; la luce avrebbe dovuto abbagliarli, ma mai sottometterli a tal modo.
Qualcosa di enormemente sbagliato stava accadendo.
Spinto a inginocchiarsi sotto la pressione di una forza disumana, il Serafino piantò la spada nera nel pavimento, sostenendosi a essa per non cedere.
Una lacrima rossa, scintillante come un rubino, cadde dagli occhi stretti di Muriel.

Innumerevoli sono le battaglie fisiche e spirituali che gli amici hanno affrontato insieme per sfuggire alle losche trame che Lucius ha intessuto e alle altre forze celesti che li braccano, ma ora il loro sodalizio è in pericolo. Samshat giace inerme nel letto della sua stanza, vegliato da Betanie e da Yoliah, l'Angelo dei dominatori e padre del Nephilim. Miracolosamente riportato in vita con un complicato rito durante il quale Nicole gli ha donato la propria obbedienza, il cuore di Samshat ha ripreso a battere, ma la mente si rifiuta di collaborare. Samshat non sembra intenzionato a lasciare il limbo dentro al quale si crogiola e neppure l’amore di Betanie, la dolce infermiera che ha saputo conquistarlo e sanare la sua sofferenza per la perdita della precedente moglie né l’odio verso Yoliah, sembrano scuoterlo.
La sua sofferente esistenza era un mistero di cui esclusivamente il suo intimo spirito angelico poteva intuire il significato. Come uomo, sapeva soltanto di trovarsi costretto a combattere con le sue sole forze per non lasciarsi sopraffare dall’oscurità e far coesistere in sé tutto il bene e tutto il male del mondo, quando invece un tempo era unicamente luce. Una luce pura e splendente, scevra da ogni male, quella luce che voleva annientare ogni tenebra.“Vivi in me un solo giorno”, avrebbe voluto dire all’amico, “e comprenderai la mia ostinazione”.
Il rifiuto di tornare cosciente di Samshat, non è l’unico grosso problema che Alakim e i suoi compagni devono affrontare, ne esiste uno molto più grave che risponde al nome di Théo Thomas, cantante  e leader della band rock dei  Nasty Souls. Oltre che cantare, Théo compone canzoni che hanno tutte le caratteristiche del black metal più hard e la blasfemia è il suo cavallo di battaglia. I suoi testi sono irriverenti e sprezzanti e lo diventano sempre più man mano che la sua forza cresce alimentando un odio che egli stesso non aveva mai sospettato di possedere. Thèo incamera odio a velocità spropositata e, pur rendendosi conto che non è normale, non riesce a far fronte a questa escalation. Non riesce e a un certo punto neppure vuole, l’odio lo rende più forte, la furia più potente, e le nuove canzoni che compone sono esplosive tanto da portare il gruppo ad un passo dal successo.

«“A quattro zampe, baby, come i primi passi in questa sporca vita.A quattro zampe, lerce le ginocchia, sordida la lingua.Cura le putride ferite, guaritrice dei senza Dio,mentre la tua anima agonizza. A quattro zampe, ti chiameranno sgualdrina, con antri di miele e fiele. A quattro zampe,  mi laverai i piedi dalla sozzura con le tue lacrime, li asciugherai per bene con i tuoi capelli, Marie Magdeleine. E sarai tu il mio immondo peccato, baby.”»
Di pari passo Alakim s’indebolisce, le sue ferite non si rimarginano, il nutrimento non lo sazia, la forza fisica lo abbandona lasciandolo stanco e sofferente. Cosa sta succedendo? La città di Marsiglia è nel caos più completo, ovunque si verificano gravi fatti di sangue, la popolazione sembra impazzita e lui non fa altro che sentir risuonare nella mente brani di una canzone che è certo di non aver mai ascoltato. Qual è la chiave del problema? Lucios sta lentamente allargando la sua rete per sopraffare e distruggere la terra oppure è l’azione di qualcun altro a provocare tutto ciò? Che ruolo avrà Nicole nello svilupparsi della storia? Sarà abbastanza forte da affrontare le sue paure più grandi, avrà abbastanza fiducia in Alakim, lo amerà a sufficienza da accettare anche i suoi risvolti più crudeli? E Muriel? Scopriremo qualche nuovo affascinante dettaglio sulla sua lunga esistenza di Nephilim?
«“Padre, mi dicesti: non temere sarà solo un momento.Padre, ho stretto un patto con la mia corda.Mani salde legherà, colli sottili stringerà.Io ti dirò: non temere, sarà solo un momento.E il momento diventerà un’eternità.”»

Qui mi fermo perché non voglio assolutamente rovinarvi il piacere di leggere questo meraviglioso capolavoro di letteratura  dark romance o urban fantasy se preferite: il romanzo si adatta ad entrambi i generi. Come sempre Anna Chillon è bravissima a descrivere anche le situazioni più scabrose, senza mai cadere nel trash e senza perdere di vista il carattere e le peculiarità che ha donato ai suoi personaggi, anzi: i protagonisti e le storie migliorano di libro in libro, sempre coerenti, incisivi e per niente prevedibili. E naturalmente non mi riferisco solo alla parte avventurosa della storia, il romanzo contiene anche una forte componente erotica che non è suscitata soltanto dalle scene di puro sesso ma anche dalla sensualità prorompente che divampa tra Alakim, Muriel e Nicole. Tutti e tre desiderano qualcosa che hanno timore a mettere in pratica, eppure il magnetismo fra di loro è forte, ubriacante, vivono come sospesi sul filo di un rasoio mantenendo sempre viva una connessione speciale che trabocca dalle pagine del libro e s'insinua sottopelle: turbamento? E poi c’è l’amore, quello puro di Samshat, la sua innata capacità di far sentire una persona speciale, un amore tenero e dolce che sembrerebbe quasi incredibile pensare provenga da un omone grande e grosso come lui.

Ho apprezzato tantissimo anche le schermaglie tra Elisabeth la ipocondriaca e perfettina madre di Nicole e l’Angelo dei Dominatori, Yoliah, padre di Samshat, una piccola storia nella storia che lascia  alla fine il lettore soddisfatto e con il sorriso sulle labbra.

«Il sole è già tramontato» li informò Muriel. «Faccio una doccia, poi andiamo.»Soltanto che non andò nella sua camera per fare la doccia. Si spogliò lì, davanti a loro, liberandosi degli abiti che lei gli aveva infradiciato. Nicole si tenne stretta l’asciugamano sul petto facendo raggrinzire un lembo nel pugno mentre osservava i movimenti del suo corpo armonioso, eleganti come una danza.  Anche Alakim, poggiato con due mani al lavandino, girò l’occhio per osservarlo e lui si fece guardare fino in fondo, lasciando aperto il box doccia, incurante dell’acqua che ne fuoriusciva. Si accarezzò facendo scorrere le mani insaponate sui muscoli tonici, non più grandi e non più ridotti di quello che sarebbe stata la perfezione; lo fece come un ragazzino vanitoso, cosciente del proprio potere seduttivo.
Nulla in questo romanzo è lasciato al caso, lo dimostrano gli innumerevoli estratti della Bibbia che calzano alla perfezione ad ogni situazione in cui sono inseriti e la cura con cui si narra il viaggio interiore che Alakim sarà costretto a fare per sopravvivere, un viaggio che gli rivelerà cose sconcertanti su sé stesso, portando alla luce fatti e persone parte di un passato dimenticato. La stesura e l’editing sono pressoché perfetti e la prosa scorrevole, tanto che i capitoli volano e la fine arriva troppo in fretta, nonostante le 400 e rotti pagine del romanzo che non lascia nulla in sospeso, anche se si intuisce che la saga di Alakim avrà altri sviluppi.
Nell’attesa speriamo arrivi presto la promessa novella su Muriel.
Vi lascio consigliandovi caldamente la lettura di questo romanzo, sempre se siete amanti del genere e le scene un po’ forti non vi fanno paura.



«“Lui aveva fame e sete, lo spirito di un leone graffiato.Lei aveva seni di zucchero filato, una bocca di vino speziato.Le promise una corona di sette rose, le diede un calice di sette spine. La prima fu la paura, sale che corrode la piaga,a condirle di inquietudine la notte.La seconda fu il dolore, piantato a forza nella carne, a lacerarle di grida le orecchie.”» «“La terza fu il piacere,confitto infido nella sua mente,a farle perdere il senno e il candore.”»




Primo piano di Anna ChillonDev’essere una deformazione che risale alla radice.
La maestra ci suggeriva una parola e noi dovevamo scrivere una frase. Le mie erano molto lunghe e continuavano anche dopo il punto. Erano storie.
In principio vi fu il diario delle mie avventure adolescenziali, poi vennero le lettere d’amore, d’amicizia, le confessioni, ma è stato con i racconti che ho cominciato a cimentarmi seriamente in quest’arte e ho iniziato a desiderare di poter condividere i miei scritti.
Nel duemiladieci, ho così dato vita al blog Solosua.it, creato utilizzando lo pseudonimo di Anita Rebelle. Un nome d’arte scelto di proposito, in considerazione della connotazione fortemente erotica della maggior parte dei miei racconti.
Anita Rebelle era il mio alter-ego, attraverso il quale accantonavo la tediosa moralità per divenire narratrice di storie torbide e passionali. Calandomi in questa dimensione Solosua.it diventava il mio parco giochi, costituendo allo stesso tempo una realtà che mi ha permesso di entrare in contatto con i miei lettori.
Ma come ogni scrittrice, limitarmi ai racconti, fossero anche long-fiction, non mi bastava.
Volevo scrivere romanzi.
Volevo mettere in gioco le mie debolezze e la mia determinazione, immergendomi a pieno in una storia corposa o magari un’intera serie.
Così è iniziato il mio percorso come autrice, decidendo di realizzare il mio romanzo d’esordio: un urban fantasy che fosse una storia di lotta, amore, fede e amicizia senza riserve, in cui mettere molti colpi di scena e molta azione, ma anche tanta rabbia e voglia di libertà. Un viaggio attraverso forti passioni e drammi, sempre connotato da una grande carica erotica.
Tutto ciò è Alakim, scrigno magico di emozioni profonde e segrete.
E per quanti saranno i curiosi che vorranno sollevarne il coperchio, spero di poter suscitare loro un sorriso, una riflessione, o anche soltanto una semplice emozione.



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