Ultime recensioni

martedì 13 giugno 2017

TUTTO IL TEMPO CHE VUOI di Francesco Gungui


Un discreto mutuo per un bilocale in centro, un bel lavoro da editor in un grande gruppo editoriale, una fidanzata di lungo corso, il progetto di un figlio... Per Franz, 36 anni, la vita, almeno sulla carta, sembrerebbe avviata sui binari giusti. Un vero peccato scoprire una mattina che Lucia in realtà sta prendendo la pillola e che il suo capo lo licenzia perché ha rifiutato un romanzo erotico che sta facendo la fortuna della concorrenza. Di punto in bianco Franz si ritrova con una vita tutta da reinventare. Unica àncora di salvezza: la passione per la cucina. Da ghostwriter a ghostchef in casa di amici? Anzi, per la precisione, di una nuova amica, Camilla, che vive sola con suo figlio di undici anni e che sul comodino tiene proprio il romanzo erotico che gli è costato il posto. Ma proprio quando le cose sembrano sul punto di raddrizzarsi, un altro colpo di scena rischia di far saltare completamente i piani di Franz...
Difficile pensare come la vita possa cambiare, da un momento all'altro, lasciandoti senza certezze, senza punti fermi.

È questo ciò che accade a Franz, il protagonista di quest'opera.

A trentasei anni si presuppone che una persona stia percorrendo il cammino che si è scelta, che abbia una famiglia accanto, o almeno dei progetti al riguardo, un lavoro stabile ed un mucchio di certezze.

In questa categoria rientra anche lui, il nostro uomo. Editor di una casa editrice, felicemente impegnato con Lucia, progetta insieme a lei di allargare la famiglia, di trasformare quel due in tre, prendendo questo impegno fin troppo sul serio si direbbe, dimenticandosi del fatto che fare i figli non sia solo un "lavoro" ma qualcosa di più profondo.

Le gioie violente hanno violenta fine, così direbbe Shakespeare ed è proprio ciò che accadrà a Franz. Dall'oggi al domani si ritroverà senza lavoro, scoprendo che a volte certi ideali che una persona ha intrisi dentro di sé son più un difetto che un pregio e, come se ciò non bastasse, scoprirà il dolore che portano con sé certe verità celate, lasciandolo solo a cercare una risposta al comportamento di Lucia, la sua ormai ex compagna, con in mano un pugno d'aria.


«Che vuoi dire?» 
«Che secondo me ci sono due tipi di persone, quelli che quando finisce una storia d’amore 
si buttano sul lavoro
 e quelli che invece si inventano qualcosa. 
Tu secondo me sei più il tipo che si inventa qualcosa.»



Nella vita la cosa più difficile è rialzarsi, trovare nuovamente il proprio asse e ritrovare un cammino da seguire, spesso reinventandosi. Questo, più si va avanti, più diviene difficile.
Dopo una svolta che mai si sarebbe aspettato nella sua vita, l'uomo quasi tocca il fondo, in mezzo a tante domande che non hanno risposte, con la testa piena di dubbi su ciò che sarebbe potuto essere ma che mai potrà realizzarsi, passando (in un modo tutto suo, dove a volte sembra uscire vincitore il suo io bambino, in una lotta fra i vari Franz che lo compongono) attraverso le cinque fasi dell'elaborazione del dolore.

Una fortuita coincidenza vorrà che lui a casa di una sua amica, Viola, vestendo i panni di chef, troverà un nuovo impiego, una deviazione della sua esistenza che mai si sarebbe immaginato.

E sarà l'incontro con Camilla, una madre ormai single, a tracciare un nuovo inizio, riprendendo in mano la penna per scrivere le successive pagine della sua vita.


«Il segreto è quello lì.» 
Veronica sorride, 
come se avessi inconsapevolmente confermato una sua teoria. 
«Quale?»
 «Fare qualcosa che ti piace. 
Un sacco di persone fanno lavori che odiano 
e poi si lamentano che non sono felici.» 
«Non tutti possono scegliere.»

Il passo dallo scambiarsi uno sguardo allo scoccare della scintilla sarà davvero breve, ma la verità in tutto ciò, che spazio avrà?
Perché? Camilla crede che Franz sia uno chef a domicilio e subito (o quasi) lo invita a cena.
Il nostro uomo, e lasciatevelo dire "Povero Franz", si ritroverà a passare dalla gioia più sfrenata alla confusione più estrema, capendo che quello che credeva essere un appuntamento a due altro non è che una cena di lavoro, dove lui, povero ignaro, è il cuoco designato. 


«(...)Però sarebbe bello…» 
«Cosa?» 
«Capire il senso della vita già a metà strada. A quarant’anni arriva qualcuno che ti spiega tutto, dio, l’infinito, l’amore, così in due parole. Tu prendi nota, ringrazi e poi finisci di vivere la tua vita per bene, senza fare cazzate.»

In un susseguirsi di scene, talvolta tragico-comiche, altrevolte ricche di significato e insegnamenti, l'ex editor ed ora a quanto pare chef, dovrà trovare la forza per raccontarsi a Camilla, sperando che nel momento in cui ciò accadrà, lei non se ne vada. Quando poi ogni speranza sembra persa, Franz sarà pronto a reinventarsi, divenendo un ghostchef e anche tutor del giovane Martino, riuscendo a fare breccia nella vita del ragazzino, la stessa in cui Camilla non riusciva più a entrare.

In fondo bisogna perdersi per ritrovarsi e Franz, quando ha posato gli occhi su di lei, non si sarebbe aspettato i cambiamenti che quella donna avrebbe portato nella sua vita, cambiamenti che si scoprirà sempre più pronto ad amare e ad abbracciare.

Quando ho iniziato a leggere questo libro la mia giornata non era stata delle migliori, volevo solo prendere in mano il mio libro e perdermi tra le sue pagine senza mai immaginare cosa avrei trovato.

Consigliato a chiunque abbia bisogno di un sorriso in una giornata no, di una risata spontanea leggendo di Franz (e da me ribattezzato inizialmente ed amichevolmente Fantozzi, poiché devo ammetterlo, sulla testa ha la sua nuvola porta sfortuna e quando vede Camilla/la signorina Silvana del caso, il disastro è assicurato), Tutto il tempo che vuoi è dedicato a chiunque si sia perso lungo il cammino ed ora sta provando a ritrovarsi.
E fidatevi, il pov maschile non sarà che la ciliegina sulla torta, in un viaggio all'interno della mentalità maschile.

Perché Tutto il tempo che vuoi è, sotto i momenti ilari, quelli tragici, quelli irriverenti, un'opera dal doppio significato. Oltre a mostrare al lettore lo spazio che hanno i valori nella vita di ciascuno, spiega come non esista l'età con la E maiuscola dove all'improvviso svegliarsi e scoprire la strada giusta per noi. E non esiste IL futuro unico e solo, ma esiste un qualcosa in continua costruzione dove noi siamo gli artefici, noi con i nostri pregi e difetti, con le nostre scelte.

Ps, volete sapere le regole di Franz applicate alle mie opere scolastiche?
1. Io personalmente ero sostenitrice della scrittura di temi ad articolo di giornale dove, per volere superiore, bisognava sempre iniziare spiegando tutto. Dunque come potevo evitare ciò?
2. Su questo punto son profondamente d'accordo, amo le descrizioni.
3. Devo ammettere che ci provai (e credo di farlo tutt'ora nelle recensioni) ma i risultati non furono dei migliori. Molto meglio le similitudini, almeno qualcuno le capisce, qualcuno che non sia io.
4. La mia testa funziona così quando parlo, se dovessi scriverle sarebbe, per il lettore, un viaggio in una mente pazza, ci scommetto! Però Franz, se vuoi insegnarmi tu il trucco, per me non c'è problema, anzi!
5. Mi è capitato di vestire quei panni durante un lavoro sui libri digitali. Penso un voto così alto di non averlo mai preso, è stato divertente, tenendo conto che la mia prof la metà delle cose non le sapeva dunque sì, mi son divertita un sacco.

Di cosa sto parlando? Non vi resterà che scoprirlo leggendo Tutto il tempo che vuoi.


Nessun commento:

Posta un commento