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lunedì 26 giugno 2017

RACCONTERAI DI NOI di Irene Viola

Le era bastata una sola domanda per finire in trappola.
Qualcosa a cui non era riuscita a sottrarsi e che l'avrebbe tormentata a vita.
Camilla sa benissimo che concedere la propria fiducia richiede pochi secondi, gli stessi che impiega un video durante l'upload. È da lì che parte la sua storia, quella che va di pari passo con la reputazione ormai rovinata. E quando perdi tutto ciò che hai... non ti resta che andare avanti.
Camilla si trasferisce a Parigi per costruire una nuova vita e lasciarsi alle spalle il passato. Crede di poter nascondere tutto, almeno fino all'incontro con Jean, un pittore francese dagli occhi profondi. Lui è il primo ad accorgersi della strana fuga di lei e forse l'unico in grado di poter raccontare quel passato attraverso il silenzio.
Lo chiamano Revenge Porn e, a differenza di quanto possa sembrare dal nome accattivante, questa pratica è in grado di spezzare per sempre una vita.

Lo sa bene Camilla Tisi, 27enne palermitana, che ha dovuto abbandonare la sua casa e la sua famiglia per fuggire lontano dalle conseguenze di quel sexy videotape, postato in rete dall'ex fidanzato, contro la sua volontà.





[...] non potevo cancellare ventisette anni della mia vita
per quei pochi secondi. Potevo vergognarmi delle mie scelte, ma non di chi
ero. Non potevo togliere questo a me stessa e ai miei genitori.

Camilla vive a Parigi da sei mesi quando il suo passato torna a farle davvero paura. Il motivo è Jean Picard, talentuoso pittore francese 35enne, in mostra nella galleria d'arte per cui Camilla lavora. Dopo mesi di letargo emotivo per Camilla, Jean torna a farle desiderare di essere "vista" di nuovo.
La sensibilità del pittore non deriva unicamente dalla sua passione per l'arte, ma buona parte di essa è legata a un tragico episodio che due anni prima ha sconvolto la sua vita.

Ci sono diversi elementi originali e speciali all'interno di questo romanzo. Primo fra tutti, secondo me, il mistero che avvolge le tele di Jean che ritraggono corpi femminili senza volto. 50 tele, tutte intitolate con nomi di donne. Tele di straordinario impatto, specialmente una, quella dai colori più particolari e dal contrasto più forte: Madeleine.
Chi è stata o ancora è Madeleine per Jean e cosa la rende così importante per lui?
Altra bella novità l'alternanza dei pov che si susseguono fra loro, intrecciandosi, prima persona presente e terza persona al passato. Si ha proprio l'impressione di osservare la storia dei personaggi da due differenti angolazioni a ogni capitolo, un metodo che ho apprezzato molto.
Infine, ultimo ma non per importanza, il confronto fra il modo in cui Jean vede il cuore di Camilla attraverso la sua arte e la pittura, e quello in cui Camilla viene vista attraverso le immagini del sexy video tape che il cuore glielo ha polverizzato.

Era lui. Ed era diverso dal resto del mondo. Era come se sapessi che forse poteva capirmi. Era la gelosia che avevo provato nel sentirlo parlare di Madeleine, il suo modo di difenderla anche a costo di azzannare il mondo intero. Era che avrei voluto che sulle sue labbra ci fosse stato il mio nome, non il suo. Era che non avevo mai avuto nessuno come lui. Nessuno che avesse avvertito il mio dolore con tanta di quella forza da sembrare il proprio.

Spendo due parole sui personaggi che personalmente ho trovato completi e coinvolgenti, come tutti i personaggi di Irene, peraltro. Sebbene Jean non incarni l'artista maledetto che siamo soliti incontrare nei romanzi nei quali l'arte è protagonista, il suo rapporto con la pittura e la percezione del mondo circostante fanno di lui un personaggio attraente e vero. Jean non è di certo quello che pianta un cavalletto in mezzo alla strada per attirare gli sguardi e gli applausi dei passanti, ma piuttosto quello che assorbe i dettagli e li riporta sul foglio bianco, nell'intimità del suo appartamento. Camilla è un personaggio eccezionale, le sue reazioni sono coerenti ma spiazzanti al tempo stesso, non vi verrà voglia di urlarle ciò che dovrebbe fare perché alla fine sarete d'accordo con lei, nonostante non sempre le sue decisioni siano convenzionali.

Il tema trattato non è dei più semplici. Anche in questo sta il coraggio di un autore poiché per l'opinione pubblica è difficile vedere come vittima una persona, una donna soprattutto, che si è prestata a girare un video hard amatoriale, seppur nell'innocenza e con tutta la fiducia nel proprio compagno. Il messaggio, però, a me è arrivato e spero che arrivi anche a tutti quelli che lo leggeranno: a volte basta uno sguardo, una risata di scherno o una parola pronunciata con troppa superficialità a cambiare la vita di una persona. Questo romanzo è una critica elegante e silenziosa, che però arriva forte e chiara.

Il dolore non ha luogo. È solo il cortocircuito che si scatena quando fiducia e inganno non si combinano. E come potrebbero? I colori scuri che tanto avevo osservato, non mi avevano spaventata. Li avevo guardati proprio come guardavo la mia figura allo specchio, con rimorso.
Irene Pastorelli torna dopo il periodo di silenzio, con una maturità nuova e a mio parere anche con un livello superiore di stile. Mi piace definirla romanzo/poesia, la sua, sempre delicata ma al contempo incisiva. Datemi da leggere qualunque cosa uscita dalla sua penna e io sarò sempre disponibile per lei.




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