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martedì 2 maggio 2017

Quando tutto il mondo dorme di Lisa Henry & J.A. Rock


Daniel Withlock è terrorizzato dall’idea di addormentarsi. E non senza motivo: è sonnambulo, e non ha coscienza o memoria delle proprie azioni. Incluso l’aver incendiato la casa di Kenny Cooper, con lui dentro, dopo che Kenny lo ha pestato brutalmente solo perché gay. Tornato nella piccola cittadina di Logan dopo aver scontato la sua pena in carcere, Daniel si isola in una casa nel bosco e ogni sera si incatena al letto.
Come gli altri abitanti di Logan, il poliziotto Joe Belman non crede all’assurda linea difensiva di Daniel. Ma dopo averlo salvato da un incendio di rappresaglia, scopre che il giovane potrebbe non essere quello che tutti pensano, ovvero un assassino, un bugiardo, un pazzo drogato. Bel si impegna a tenere sotto controllo Daniel ogni notte, per il bene della popolazione. Lo trova affascinante, ma cerca di ignorare questi sentimenti.
Eppure, a mano a mano che Bel viene attirato nel mondo oscuro di Daniel, scopre che gli piace avere il controllo. E abbandonarsi a Bel dona a Daniel la sola pace che abbia mai conosciuto. Ma i demoni non lo lasciano stare, e avrà bisogno che il poliziotto li uccida una volta per tutte. Sempre che lui sia disposto a rischiare ogni cosa per stare al suo fianco.





Un romanzo decisamente fuori dagli schemi del solito romance m/m o da un classico BDSM e, forse proprio per questo, colpisce particolarmente. Chi vuole la favola romantica non ne troverà traccia, ma a suo modo l’amore che nasce tra i due protagonisti è più vero e coinvolgente della solita storiella stucchevole tutta arcobaleni e unicorni. Si tratta di una storia forte, dai toni anche cupi, dove la speranza sembra essere una bestemmia e dove la rassegnazione pare inevitabile. Il cambio di pov tra Daniel e Bel permette una conoscenza a tutto tondo delle loro emozioni, delle loro paure, sogni e aspirazioni.
Daniel è un ragazzo che soffre di sonnambulismo anche se nessuno gli crede, pensano tutti che sia un pazzo drogato che usa una scusa per giustificare le sue follie tra cui l’omicidio di Kenny, il suo aggressore. Un crimine d’odio per cui nessuno ha pagato e davanti al quale tutti hanno chiuso gli occhi, voltandosi dall’altra parte. Certo, farsi giustizia da soli fa passare dalla parte del torto, ma dov’è che la labile linea di demarcazione tra giusto e sbagliato si pone? Daniel vede nel dolore punizione ed espiazione ai suoi peccati oltre che un mezzo con cui combattere il sonnambulismo, non c’è alcuna componente di piacere per lui nel farsi picchiare. Anche se quando Bel lo tratta rudemente non può fare a meno di eccitarsi, ma il poliziotto non ha nulla del vero dominatore, non sa niente di quel mondo. Lo stesso Daniel, quando vanno a prendere un gelato e Bel lo ordina al gusto vaniglia, pensa “vaniglia, che altro?”. Ma per proteggere Daniel e dargli ciò di cui ha bisogno, Bel è disposto a mettersi alla prova, ad andare oltre la sua comfort zone per scoprire che alcune cose dell’avere il controllo gli sono congeniali. Nulla di ciò che praticano rientra però propriamente della sfera del BDSM, rimangono sempre in una sfera piuttosto soft.
Detto questo, non posso che consigliare la lettura di questo libro, non è il caso di svelare oltre sulla trama, nonostante sia piuttosto lungo, le pagine scorrono veloci e non ci si annoia mai. Anzi, si viene travolti dalle profonde e contrastanti emozioni dei due protagonisti, si soffre e ci si arrabbia con Daniel, si cambia atteggiamento e ci si inonda di speranza con Bel. Insomma, una storia diversa dal solito che prende e tiene incollati fino all’ultima pagina.




Era troppo dipendente da Bel, cazzo. Non ci si poteva aspettare di essere salvati da qualcun altro, quando la cosa da cui si doveva essere salvati era dentro di sé.

Amava vedere Daniel così: stabile, vivace, privo di paure. Era lì da tre minuti e lui si sentiva già più calmo, più centrato. C’era qualcosa, in Daniel, che gli faceva quell’effetto: riuniva tutti i frammenti sparsi della mente di Bel. Un’energia quieta e splendida, ancora più perfetta perché proveniente da un punto che l’uomo non poteva controllare.

Ma proprio come Daniel aveva occasionalmente accesso, quando dormiva, a una parte di sé che era brillante, violenta e primitiva, così Bel ne aveva una che era avventata, passionale, più stupida, eppure migliore, del suo sé conscio. E quella parte sapeva di amare Daniel. Sapeva che anche se quell’amore non era del tipo raccontato nei romanzi, era vero e profondo. Incatenava l’uno all’altro in una specie di strano mondo nascosto.



J.A. ROCK ha lavorato come toelettatrice di cani, venditrice di coltelli, zombie in una casa infestata, paziente standardizzata, cassiera, addetta al censimento, appenditrice di coperte alla fiera e, per un’unica serata non proprio idilliaca, come cameriera. Preferisce scrivere di questi lavori che farli. Appassionata di storie M/M sadomaso, vive per la maggior parte del tempo nel West Virginia, con un cane molto amato di nome Professor Anne.
LISA HENRY ama raccontare storie, soprattutto con uomini sexy e lieto fine. 
Vive nel Queensland del nord, una zona tropicale dell’Australia. Non sa perché, dato che odia il caldo, ma sospetta di essere troppo pigra per andarsene. Passa metà del suo tempo come schiava del governo, e l’altra metà a complottare la propria fuga. 
Ha frequentato l’università a sedici anni, non perché fosse una bambina prodigio o altro, ma per via di un equivoco tra sistemi scolastici internazionali avvenuto nei suoi primi anni di vita. Ha studiato storia e inglese, nessuna delle due materie con grande impegno. 
Divide casa con troppi gatti, un cane, una raganella verde che nuota nel water e tanti opossum quanti ne riescono a entrare ogni notte. Non è così che si immaginava la vita adulta.


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