Ultime recensioni

giovedì 16 marzo 2017

NON TI LASCERÒ CADERE di Jessica Park



Dopo aver affrontato il proprio inferno personale, Blythe McGuire può finalmente guardare in faccia il suo futuro. Un futuro ormai inevitabilmente intrecciato a quello dei fratelli Shepherd. Con Chris, condivide un'incredibile storia d'amore. Con Sabin, un'intensa amicizia, che sta diventando ogni giorno più complicata e presto verrà messa alla prova. Perché ora è Sabin che rischia di annegare, sopraffatto da un passato difficile che ancora lo ossessiona. Il suo tormento minaccia di trascinare tutti e tre in acque pericolose. E anche se Blythe è riuscita a superare il proprio dolore e salvare se stessa, salvare Sabin potrebbe essere, per lei, la sfida più grande di sempre.
Difficile, a volte, mettere le proprie parole nero su bianco, con una storia simile, quando l'autrice per prima dice che se non fosse per noi fan, Left drowning series, in Italia Sei in ogni mio respiro, sarebbe rimasta un'opera sola e non una duologia.

Nello scorso volume avevamo lasciato Blythe e Chris alle prese con il loro lieto fine, un futuro su cui ogni giorno mettono le basi affinché diventi via via più solido e concreto.

Dopo un'estate passata con la famiglia Shepherd al completo, e con suo fratello, Blythe non riesce ancora ad abituarsi all'idea che presto loro partiranno per l'università, lasciandola sola con Chris.
L'unico spiraglio di gioia, per lei, è sapere che l'altra sua àncora, il suo migliore amico Sabin, rimarrà con loro.


Nel vedermi rabbrividire, mi stringe a sé. 
Stare tra le sue braccia è sempre bello. 
Oggi poi il suo petto intiepidito dal sole mi aiuta a riscaldarmi.

Ad un occhio esterno alla vicenda, il loro rapporto è difficile da capire, quasi impossibile.
Due persone che hanno perso tutto ciò che avevano di più caro, riescono a combattere i loro demoni solo quando sono l'uno fra le braccia dell'altro, come due metà che formano un intero.
Una relazione così particolare, un'amicizia molto fisica, possiamo dire. Fin da quando si sono incontrati fra i due è sempre stato così, benché il cuore di Blythe appartenga a Chris da quando, una giornata di tanti anni prima, la ragazza aveva posato gli occhi su di un giovane uomo che trasportava secchi sulla spiaggia, senza sapere dove questo incontro li avrebbe portati.

Tutto, però, precipita quando il giovane Sabin dal fresco Maine decide, di punto in bianco, di voler trovare la sua strada a San Diego, sapendo nel proprio cuore solo una cosa, ossia quanto per lui diventi via via sempre più difficile stare tra suo fratello e la sua fidanzata, nonché sua migliore amica. E così, quando i demoni del passato si fan sempre più insistenti nella sua vita, quando il dolore sembra tornare prorompente, l'unica cosa da fare è reinventarsi, anche se dovrà essere in una città lontana da casa sua e dai suoi affetti.



«Casa», 
prosegue Chris, 
«era un posto terrificante una volta, 
ma ora non lo è più. 
Ed è merito tuo, Blythe. 
Sei stata tu a cambiare ogni cosa per me, 
per tutti noi. 
Non me lo dimentico mai, 
neanche per un attimo.»



Per la famiglia "allargata" Shepherd casa è ovunque loro siano insieme, ovunque ci sia Blythe, ovunque ci sia amore, complicità, fiducia, lì è la loro casa, perché tutto ciò hanno iniziato a viverlo solo da quando lei, e suo fratello di rimando, son entrati nella loro vita, cercando, giorno dopo giorno, di sconfiggere i demoni dei loro rispettivi passati.

Solo, a volte, certi demoni sono come ferite che continuano ad aprirsi e sanguinare, dolori così radicati che, benché ci si illuda di averli dimenticati, come nel caso di Sabin, basta un quadro per portare alla luce vecchi dolori che ancora oggi tolgono il fiato.

Sarà proprio nell'assolata San Diego che si riunirà nuovamente tutta la famiglia per trascorrere almeno le vacanze natalizie insieme, perché in fondo, come direbbe Blythe, sono proprio i periodi di "festa" i periodi in cui avvengono i numeri più elevati di suicidi, poiché sembra quasi per uno scherzo del destino che certi fantasmi vengano a trovarci proprio in certi giorni.
E così, mentre il mondo continua la sua strada, Blythe si ritrova a combattere una battaglia di cui non conosce le regole, sapendo solo che sarà disposta a qualsiasi cosa pur di riavere il suo vecchio amico a fianco.
E quando i confini della loro amicizia si fanno più confusi, quando il dolore diviene troppo da affrontare, Sabin porterà con sè in questa discesa nell'oblio la sua migliore amica, senza sapere se ne usciranno più forti di prima o se ritorneranno a essere due anime spezzate che non sanno più come stare al mondo.


«Io e Blythe», farfuglia. 
«Eravamo migliori amici già
allora, vero?»
«Certo. 
Però ogni giorno scegliete di nuovo di coltivare
la vostra amicizia. 
Non siete amici per via di queste foto,
anche se testimoniano che siete fatti l’uno per l’altra. 
Che noi tre siamo fatti gli uni per gli altri. 
In qualche modo,
formiamo un cerchio perfetto.»

Strano come un libro che all'inizio non avrebbe dovuto esistere, possa darti un'idea ben più profonda di certe dinamiche, di cosa si porti dentro un personaggio come Sabin.
AL contrario poi del precedente volume, questo, benché il narratore in tutto ciò sia sempre Blythe, si concentra maggiormente sulla figura di Sabin, sul suo trascorso, sui demoni che ogni giorno cerca di combattere e del suo rapporto con la nostra protagonista, mettendo come per un attimo in secondo piano Chris, benché la sua presenza si senta sempre, soprattutto nel cuore della giovane.
Al mondo esistono tanti Sabin, anche se non molti di loro hanno la fortuna di riuscire a vivere, nonostante i traumi subiti, di non divenire loro stessi un numero di una statistica sulle morti che possono avvenire in uno stato.
Il dolore cambia le persone, sia in bene che in male. La chiave sta nel guardare al futuro, nel darsi una speranza di vita, perché credo sia questo il messaggio che Jessica Park ci  vuole fare arrivare il più forte e chiaro possibile.
Nonostante tutti i problemi che la vita possa metterci davanti, nonostante certi passati siano molto più ingombranti e molto più dolorosi da affrontare, ognuno di noi ha diritto al suo per sempre, ha diritto di trovare la serenità che la vita sembra aver tolto in un primo momento. 
Chiunque davanti a sè ha la possibilità di essere felice, ma bisogna anche essere coraggiosi al punto da allungare la mano ed afferrare la propria felicità, perché per una che ha passato tutta la vita a soffrire, prendere in mano la propria vita e affidarsi a qualcosa che sempre gli è stata negata, credo sia uno dei gesti più coraggiosi che possa compiere.


Per leggere la recensione del primo capitolo, cliccare sull'immagine!!



Jessica Park, autrice bestseller del New York Times, vive nel New Hampshire con la famiglia.
Quando non scrive, è possibile trovarla su Facebook a seguire stelle del rock degli anni ‘80. Preferibilmente con un caffè in mano.

Nessun commento:

Posta un commento