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giovedì 26 gennaio 2017

UNA PASSIONE PROIBITA di Keira Andrews


Quando due giovani uomini Amish scoprono l’amore, rischieranno di perdere tutto?
In un mondo in cui ogni dettaglio – persino l’ampiezza della tesa del cappello – è dettato da Dio e dalle onnipotenti regole della comunità, due uomini osano immaginare una vita diversa. All’età di diciotto anni, Isaac Byler conosce poco il mondo al di fuori del rigido insediamento Amish di Zebulon, Minnesota, dove non esiste alcun rumspringa che gli permetta di varcare i limiti di quella ristretta realtà. Isaac sa che presto dovrà ufficialmente unirsi alla chiesa e trovare una moglie, ma desidera ardentemente qualcos’altro… un qualcosa che non può nominare.
Lasciato solo a mantenere sua madre e le sue sorelle dopo un’oscura tragedia, il carpentiere David Lantz non può rimandare la sua aggregazione alla chiesa. Ma quando prende Isaac come apprendista, la loro attrazione cresce tra il sudore e la segatura. David condivide i suoi segreti peccaminosi, e lui e Isaac faticano a riconciliare i loro scioccanti desideri col loro impegno verso la fede, la famiglia e la comunità.
Adeso che si sono incontrati, sono disposti a perdere tutto quanto?




Personalmente conosco ben poco della cultura Amish, ma so che le regole possono cambiare da comunità a comunità, ma in questo caso sono molto più rigide di quanto potessi immaginare. Non riesco nemmeno a pensare di poter vivere in quel modo, una completa rinuncia alla tecnologia, alle comodità e alle conquiste dell’era moderna in generale. Un ritorno alla natura potrebbe essere anche piacevole (non per me, ma lo comprendo), ma non sempre il rifiuto del progresso è utile. 

David ha perso il padre perché non ha potuto chiamare tempestivamente i soccorsi, per esempio. Inoltre, soprattutto tra i giovani, più si nega qualcosa più questi desidereranno infrangere le regole. 
Isaac non è un ribelle, vive secondo l’Ordnung, ma dentro di sé sa di avere desideri che non sarebbero tollerati dalla comunità. Cerca in tutti i modi di combattere l’attrazione che prova per David, sa che è peccato, ma come fa una cosa così bella ad essere un abominio? 

Isaac mi fa tenerezza con la sua innocenza e la confusione iniziale riguardo i suoi sentimenti. Mi ha fatto male al cuore pensare che un amore così grande potesse rischiare di essere soffocato dalle norme di una vita ottusa secondo una religione bigotta e opprimente. Come dice lo stesso Isaac “so che l’amore non è peccato” quindi come può il suo amore per David portarlo all’inferno e farlo bandire dalla sua casa? Questo è ciò che Isaac non riesce a capire e che lo porta, al di là di tutte le altre rigide regole che deve seguire, a desiderare di scappare e di poter essere, finalmente, libero.

David è molto più curioso di Isaac per quanto riguarda il mondo esterno, segretamente lo frequenta spesso e poi condivide con Isaac quella parte così “peccaminosa” della sua vita. Si fa domande sul perché ai ragazzi Amish sia vietato di studiare oltre la terza media, sul perché non possano commerciare con gli Inglesi, mette in questione i dogmi della comunità e le parole stesse della Bibbia, a volte anche sbalordendo lo stesso Isaac. David sa di essere in prigione, con una condanna a vita. Non può abbandonare la madre e le sorelle, non può più rimandare il suo battesimo e la ricerca di una moglie. È davvero triste la sua rassegnazione per una vita in gabbia dove dovrà sempre fingere di essere qualcuno che non è.

Insomma una storia molto toccante ed emozionante che fa riflettere su cosa si è disposti a fare in nome della famiglia e della religione, su cosa sia giusto fare per poter vivere secondo coscienza. Una lettura caldamente raccomandata anche per il suo tenero romanticismo e per la capacità dell’autrice di combinare magistralmente innocenza e carnalità tra due uomini che scoprono, per la prima volta, l’amore e la passione. 



«Dovresti scappare via da me, Isaac. Ti trascinerò all’inferno. Ti indurrò in tentazione.» Isaac rifletté sulla sua scelta, la prima che avesse mai veramente avuto da quando riusciva a ricordare. Era facile, davvero. Con un altro respiro profondo, strinse i capelli di David fra le dita e gli tirò giù la testa. «È troppo tardi,» bisbigliò.

David lo baciò teneramente. «Toccarti mi fa sentire bene. È… bellissimo. Mi rende così felice, Isaac. Se è un peccato, allora sarò felice di dire che sono un peccatore.» Con gli occhi chiusi, Isaac gli accarezzò la schiena. «Peccatori, entrambi,» bisbigliò.

«Sembra giusto, David. Penso a come sarebbe vivere con te invece che con una moglie. Dividere un letto ogni notte e lavorare fianco a fianco ogni giorno. So che è un peccato terribile, ma quando ci penso il mio cuore è talmente felice.» Inspirò bruscamente l’aria, cercando inutilmente di impedire alle lacrime di sgorgare. «Voglio stare con te per sempre.»


Aaron era scappato via dopo il battesimo, ma David era diverso. Se avesse dato la sua parola al Signore, quella sarebbe stata la fine. Isaac voleva balzare in piedi, gridare e strillare perché fermassero il rito.
Gli serviva un’altra occasione per convincere David a scegliere la felicità. A scegliere la libertà. A scegliere me.


Dopo aver scritto per anni senza aver mai trovato la giusta ispirazione, Keira ha trovato la sua voce nel gay romance, che è diventato poi la sua passione. 
Scrive storie di genere contemporaneo, storico, paranormal e fantasy, e le piace una buona dose di delizioso angst all’interno di esse. Keira, però, crede fermamente nel lieto fine. 
E come disse Oscar Wilde: “I buoni finivano bene e i cattivi finivano male. Questo è il significato della narrativa.”



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