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martedì 24 gennaio 2017

LA VOCE DELLA PIOGGIA di Stefania Da Forno




Prima o poi l'inverno lascerà posto alla primavera.


Gwen e Tom sono due ragazzi alle soglie dei trent’anni con un passato difficile e poca fiducia nel futuro. Rimorsi, paure, fantasmi da sconfiggere. Gwen ha perso il suo primo vero amore e Tom porta sulle spalle il rimorso di aver rovinato la vita di sua sorella. Ma quando si incontrano il loro mondo inizia a cambiare; un rincorrersi continuo e un incessante, silenzioso aiuto reciproco. Insieme cercheranno di uscire dalla bolla di solitudine che li avvolge, insieme proveranno a lasciarsi andare. La strada sarà lunga, non mancheranno gli ostacoli, ma nemmeno i momenti felici, perché anche nella giornata più piovosa basta un solo raggio di sole per far nascere l'arcobaleno.

Un romanzo intenso e coinvolgente, in cui è la vita a vincere grazie all’amore.

Mai dire mai! È proprio il caso di affermare dopo aver conosciuto la storia dei due protagonisti del romanzo: Tom e Gwen, due anime solitarie accumunate dal dolore e senza tante speranze, due isole deserte la cui vegetazione arida avrebbe bisogno di molta acqua per rifiorire e tornare a vivere. E la pioggia, alla fine, arriva portando con sé novità e cambiamenti anche per loro. È proprio in una mattinata uggiosa che le strade di Tom e Gwen si incrociano.







Ero diventato esperto nel leggere la voce delle persone senza usare lo sguardo, che spesso devia l’attenzione su piccoli dettagli insignificanti, come le labbra o gli occhi. Insomma, avevo sviluppato un udito selettivo che mi consentiva di conoscere una persona solo dal tono della voce.Quello della ragazza aveva il giusto equilibrio tra dolcezza e forza, tra tenacia e tristezza.
Il fascino di quella voce lo sveglia dal torpore e Tom si ritrova, dopo tanto tempo, a gestire una sensazione inaspettata e nuova. Così, vincendo ogni timore, e completamente catturato dal desiderio di scoprire la fonte delle preoccupazioni della bella cameriera, accarezza l’idea di ripetere l’esperienza e tornare alla caffetteria al più presto.
«Ma cosa dici? Dove vuoi andare? Quasi non sai come si fa a intavolare un discorso con qualcuno di familiare e vuoi farlo con una perfetta sconosciuta?» mi dissi.
Non è semplice uscire dal guscio, ve lo garantisco, specialmente dopo aver trascorso un’intera vita a rimuginare sui sensi di colpa. Già, perché Tom si sente responsabile dell’incidente che ha costretto la sorella su una sedia a rotelle nel fior fiore della gioventù. Nel corso degli anni il dolore non è diminuito, anzi aumentando lo ha costretto a chiudersi in se stesso e a isolarsi fin quasi ad annientarsi, in una sorta di infinita punizione. Tom, infatti, pur avendo soltanto trent’anni, non ha più nulla da chiedere né da sperare, ahimè! È un informatico e lavora in un’azienda dove progetta e mette a punto giochi elettronici. Le sue giornate sono tutte uguali e buona parte del tempo viene assorbito dal lavoro e il resto dalla solitudine, sua fedele compagna. L’incontro con Gwen ha l’effetto di una scossa, è il trillo della sveglia all’interno del cervello, un pensiero diverso nel panorama piatto della sua mente. Pian piano e non senza difficoltà, Tom si lancia nella conoscenza di un’altra anima che sente quasi gemella.


Anche Gwen ha vissuto una dolorosa esperienza che l’ha condizionata da sempre nei rapporti con il prossimo. Non è passato molto tempo da quando, rapita da uno psicopatico, ha assistito alla morte di Austin il ragazzo di cui era innamorata, accorso a salvarla. Quel giorno tutto è finito, il futuro, i sogni, l’amore, la vita stessa e soprattutto la fiducia. E neanche il ritorno a casa dai suoi è servito a migliorare il suo stato d’animo. In una famiglia ci si aiuta, tuttavia Gwen non è ancora pronta a condividere né tanto meno ad accettare l’eventuale conforto.

«Hai la luna storta? Vuoi parlarmene?»Un altro aspetto negativo del vivere lì ea proprio che Lisa non si faceva mai gli affari suoi. Sapevo di aver vissuto un’esperienza terribile, ma questo non voleva dire che dovessi confidare a lei o a chiunque altro quello che mi passava per la testa. Non ero matta e non rischiavo la depressione. Forse.
L’unico dal quale Gwen accetta consigli è Rule, l’amico di Austin. La sua vicinanza non le crea disagi, al contrario, la presenza del ragazzo rappresenta il ponte che la tiene legata al passato aiutandola a sopportare meglio il presente. Gwen lavora come cameriera in un bar e non ha molto da chiedere alla vita se non di essere lasciata in pace. Davanti all’insistenza di Tom la sua reazione non si fa attendere, all’inizio non si fida, ha paura e preferisce fuggire. Poi però qualcosa cambia, Tom è diverso e Gwen comprende pian piano di non correre pericoli.

«La smetti di fissarmi?» Non mi preoccupai nemmeno di dargli del lei. Era il gesto più intimo che avessi ricevuto da un uomo dopo Austin.«Scusa, hai ragione. Ma sei davvero bella» disse senza alcun filtro, senza preoccuparsi che avrebbe potuto mettermi in imbarazzo, come accadde. Quattro semplici parole e tutto cambiò.«Sei un maniaco?» chiesi, con la sensazione di aver già vissuto tutto quello con Austin.«Certo che no! Non sono nemmeno avvezzo ai complimenti, quindi accettalo e facciamola finita» tagliò corto, prendendo la forchetta e portandosi la torta alla bocca. In quel momento ero io quella inchiodata a osservarlo: un leggero rossore gli aveva dipinto le guance. Ero certa di non aver mai visto niente di più dolce ed esilarante.
Rotto il ghiaccio, Tom e Gwen iniziano a frequentarsi ma sarà dura lasciarsi andare completamente. 

Il romanzo è di quelli che si gustano a merenda, comodamente sedute sul divano e assaporando una tazza di tè, o forse una cioccolata calda, visto il tempo. La storia si snoda attraverso scene ilari e altre più serie e drammatiche che mostrano i protagonisti in tutta la loro complessità. Senza sforzo ci ritroviamo a vivere da vicino la loro esperienza, prendiamo atto della fragilità iniziale, comprendiamo i timori che accompagnano ogni gesto e ogni parola. Facciamo il tifo per Tom e Gwen come se fossero i nostri amici più cari e siamo contenti dei loro progressi. Ridiamo alle loro battute e ci preoccupiamo, vedendoli in difficoltà. Ci stringiamo al loro fianco nei momenti tristi e gioiamo quando tutto si aggiusta. E loro ci ripagano con la dolcezza e la pulizia nei pensieri e nei gesti perché sono personaggi belli e ben costruiti, tutti quanti. Una menzione particolare va però a Jodie, la sorella di Tom. È straordinario il suo ottimismo, la voglia di andare avanti e superare il disagio della disabilità forzata la rende fantastica facendo di lei un raggio di sole che illumina la scena.

Il suo sorriso fu l’unica cosa visibile. «Se non avessi paura, non sarei umana, Tom. Ma non voglio che la paura mi uccida lentamente. Voglio andare in spiaggia con il mio ragazzo, voglio uscire con le amiche, voglio andare a un concerto, voglio insegnare a degli studenti cosa sia il rispetto e indirizzarli verso la strada migliore da seguire. Io voglio tutto questo e anche tu dovresti volere qualcosa di più per te stesso.»
È un romanzo pieno di tenerezza, scritto bene, con eleganza dove non mancano ironia ed emozione. È una storia breve ma intensa che rimane anche dopo aver spento il kindle.  E quando si arriva al lieto fine, esultiamo perché mai come in questo caso ci sembra meritato.




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